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CANDIDATO SINDACO PER RIFONDAZIONE
UNA VENTATA DI GIOVENTU' PER UNA NUOVA VISIONE DELLA POLITICA CHE RIPROPONE ALL'INFINITO LE SOLITE FACCE, UN PUNTO DI VISTA DALL'INTERNO DELLE PROBLEMATICHE DEL PRECARIATO DELLA SCUOLA DEI GIOVANI E DEL LORO PRECARIO FUTURO
con un programma di SINISTRA che trova nell'oggi la sua incredibile attualità e indispensabilità.
Dopo 10 anni di gestione Silva è indispensabile
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bloccare ogni ulteriore costruzione su terreni
liberi, permettendo solo interventi di recupero e
ristrutturazione su aree già edificate. È necessario
garantire la salvaguardia del parco agricolo
ma anche quella di definire un piano di manutenzione
e potenziamento dei parchi pubblici
esistenti. Novate ha urgente bisogno di aumentare
la sua offerta di servizi ed in questo senso è
necessario non perdere l’occasione rappresentata
dalle aree industriali dismesse del quartiere di
via Baranzate. Il recupero di tali aree permetterà
di dare una sede adeguata alla scuola media del
quartiere (da utilizzare in prospettiva come spazio
giovani), di realizzare un centro di avviamento
professionale per mestieri artigianali e nuove
professionalità, ed altri servizi alla cittadinanza.
Novate inoltre si appresta ad affrontare la sfida
rappresentata dalla realizzazione della CITTADELLA
DELLA SALUTE e sarà investita dagli effetti
dell’EXPO’.
saremo interessati dalla trasformazione in autostrada
della Rho – Monza e dall’arrivo della 3°
linea della Metropolitana. Per affrontare tutto
questo è necessario che l’Amministrazione, fino
ad oggi latitante, si doti di un Piano di Gestione
del Territorio (obbligatorio per legge!) costruito
attraverso la partecipazione democratica e condiviso
dalla cittadinanza. Dopo anni di splendido
isolamento è necessario che il nostro Comune
torni ad una politica di coordinamento e confronto
con i Comuni limitrofi, anch’essi interessati
alla prevedibile trasformazione del territorio.
Nonostante le tante parole le giunte di centrodestra
non sono mai andate oltre le promesse
nel tema dei servizi alla persona: quello che hanno
realmente fatto è stato privatizzare quei
servizi che non hanno dismesso o ridotto al
minimo. È il caso, per esempio, degli anziani che
sono in aumento nel nostro Comune, come in
tutta Italia. Noi continuiamo a credere, come
pensavamo 5 anni fa, che sia necessario realizzare un centro diurno per anziani che possa costituire una alternativa al ricovero per quegli anziani ancora autosufficienti ma bisognosi d’aiuto.
Pensiamo anche che sia possibile progettare un “Informa Anziani” che sia in grado di supportare e affiancare gli anziani e le loro famiglie nello problematiche di tutti i giorni: dalla richiesta della pensione integrativa alle pratiche legate al riconoscimento dell’invalidità, alla richiesta di sussidi per pagare l’affitto ma anche, attraverso l’istituzione di un “albo apposito”, nella banale ricerca di un idraulico affidabile piuttosto che di una parrucchiera a domicilio che operino a prezzi convenzionati.
In coda ai servizi sociali due parole sulla scuola: chiaramente si tratta di qualcosa su cui a livello
comunale si può fare poco, ma la situazione a cui andiamo incontro è tragica. Se per quanto riguarda il personale a settembre rischiano di rimanere a casa diverse centinaia di migliaia di persone, anche le famiglie degli studenti verranno coinvolti laddove, a causa dei tagli, le scuole
non potranno più rispettare il piano di offerta formativa sottoscritto con le famiglie, e dovranno
accontentarsi di una scuola fatta di classi più numerose, assenza di uscite didattiche e ore di
parcheggio custodito. Da questo punto di vista pensiamo che l’azione comunale debba essere rivolta al sostegno delle legittime richieste delle associazioni genitori con tutti gli strumenti consentiti.
La politica finanziaria della Giunta di Centrodestra è quella che lascerà le eredità più pesanti alla nuova Amministrazione: da un lato la spoliazione del patrimonio pubblico e la svendita del territorio per fare cassa, dall’altro la creazione delle società partecipate per esternalizzare/ privatizzare servizi.
La situazione più grave è certamente quella di CIS-Polì, la piscina voluta da Silva contro tutte le indicazioni del mercato e contro il parere di parte della sua maggioranza. Oggi, dopo l’ennesima perdita di bilancio (400.000 € per il 2008 e “solo” 180.000 € di previsione per il 2009) e dopo che si sono dimessi (per disperazione?) i rappresentanti dell’Amministrazione nel CdA della Società, è indispensabile scegliere una strategia di “limitazione del danno” ed operare per uscire al più presto e nel modo meno doloroso da questa impresa nella quale Novate non sarebbe mai dovuta entrare!
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